Benvenuti nel Comune di Vaie

      

 [ La storia ]

  

[ S.Pancrazio ]

    

[ Il canestrello ]

   

[ Il territorio ]

 

[ Fotografie ]

 

[ Il Percorso archeologico ]

 

English Version

                             

    

Il Centro storico del Comune di Vaie, dominato dal Santuario di S.Pancrazio.

          

Vaie, situato in bassa Val di Susa, in provincia di Torino, si adagia sulla destra orografica della Dora, aggrappato a sud ai folti boschi di castagno, non lontano dallo sperone del monte Pirchiriano coronato dalla Sacra di San Michele.

  

Il centro storico addossato alla montagna, cresciuto sull'antica strada di Francia, e sulla rocca che sovrasta il paese, un santuario di origine romanica testimone di fedi arcaiche, verosimilmente già precristiane.

 

    

La storia

     

La comunità vaiese ha origini nella preistoria.

Lo attestano con certezza i ritrovamenti archeologici di circa cent'anni fa che ci rimandano ad un villaggio o forse ad un piccolo centro di lavorazione della pietra della tarda età del bronzo, sorto fra i massi, al riparo dai forti venti e rialzato dalle paludi del fondovalle.

  

         

Proprio lì, fra le località Pradera e Baità, dove ancor oggi si scorgono antichi terrazzamenti agricoli, il sito roccioso abbandonato dai suoi abitanti diviene poi fin dall'età romana sede di una cava di gneiss che fornisce ad Augusta Taurinorum, la città di Torino, i selciati delle strade e più tardi colonne e arredi urbani.

 

  

   

   

Vaie, terra di confine tra i regni franco e longobardo, è testimone della vittoria di Carlo Magno su re Desiderio nel 773 dopo Cristo, e proprio fra i suoi sentieri di montagna sarebbe da individuarsi il leggendario percorso che ha consentito al futuro imperatore di aggirare i muraglioni delle Chiuse d'Italia e di prendere alle spalle il nemico.

Con il nome di “Vaga” il paese è citato nel diploma di donazione di San Giusto di Susa dell'anno 1029, con il quale il Marchese Manfredi donò a quel monastero un terzo della Val di Susa. Tale diploma fu confermato, tra gli altri, dall'imperatore Corrado II nel 1037 e da Tommaso I di Savoia nel 1212.

Il paese rimane sotto l'influenza degli Arduinici, poi Conti di Savoia, e dei Benedettini di Susa durante il periodo in cui presumibilmente vengono costruiti la sua chiesa primitiva ed il campanile; e il dominio passa poi dall'abbazia di San Giusto a quella della Sacra, sia nel potere spirituale che in quello temporale, quest'ultimo esercitato dal Castellano di S.Ambrogio.

 

E' probabile che la comunità acquisisca la sua prima indipendenza nel corso del '600, con la decadenza dell'abbazia della Sacra e la conseguente accelerazione del processo di autonomia dei paesi ad essa assoggettati.

Ne è testimonianza la costruzione, nel 1677, dell'edificio municipale posto nel cuore del centro storico ed oggi sede del museo laboratorio di archeologia, capolinea del percorso didattico che si snoda tra le rocce ed i boschi.

 

Il '700, per “Vajies”, è quello della trasformazione definitiva della vecchia parrocchiale romanica di Santa Margherita, risalente all'XI secolo, di modestissime dimensioni e costruita sulla viva roccia. Diversi sono stati nel corso della sua storia i rimaneggiamenti per adeguarla alle mutate necessità. E nel 1764, quella che viene consacrata dal vescovo di Pinerolo, Giovanni Battista D'Orliè dei marchesi di Saint-Innocent, ha infine i caratteri dell'attuale costruzione di tipo barocco, con all'interno ricche strutture decorative che compongono un insieme assai festoso in legno e stucco dorato.

 

Un secolo dopo, nel 1856, con l'avvenuta costruzione della nuova parrocchiale situata in pianura, al centro dell'abitato, la chiesetta rimane a guardia del suo vecchio cimitero, ma l'affetto popolare la riporta agli onori poco più di un ventennio dopo: la tradizione vuole che nel 1877, colpita da grave epidemia, la popolazione vaiese faccia voto a San Pancrazio e, ottenuta la cessazione della malattia dedichi al martire la vecchia chiesa. Nel 1899 viene fondata la Confraternita della SS.Trinità, detta Compagnia di San Pancrazio, che a tutt'oggi si occupa del piccolo santuario.

 

   

San Pancrazio

 

E' stato così che, alla tradizionale celebrazione della festa patronale di Santa Margherita, fissata per il 20 luglio, Vaie ha ben presto accostato una seconda importante ricorrenza, quella del 12 maggio, con solenni riti in onore di San Pancrazio.

Intorno al 1970 viene messa in scena a cura della pro Vaie la prima rievocazione storica del martirio, costituita da un buon numero di persone in costume d'epoca romana, tra cui soldati e centurioni, che insieme alla processione religiosa, fra canti e preghiere, accompagnano dalla parrocchiale al santuario la statua in gesso e il giovinetto chiamato ad impersonare il santo.

  

Una tradizione ripresa dall'associazione nel 1997 e arricchitasi nelle edizioni successive di nuovi abiti, di personaggi e di scenografie suggestive. Oggi sono una ventina i figuranti, tra cui l'imperatore e l'imperatrice, i cristiani e l'amico-traditore di Pancrazio, che nel lungo corteo che segue la processione religiosa e la banda musicale, percorrono il paese. Il suggestivo corteo illuminato dalle fiaccole si conclude al santuario, dove, dopo la rappresentazione del supplizio, viene celebrata la messa.  
         Il Santuario di S.Pancrazio, risalente all'XI secolo.         

   

 

Il canestrello

 

Da alcuni anni a Vaie la festa primaverile di San Pancrazio è occasione di valorizzazione e promozione del suo più tipico prodotto, il canestrello: un biscotto dorato e fragrante che deve il suo nome al disegno dello stampo. Il piccolo dolce, che in versioni differenti accomuna le tradizioni di molti paesi sul lato ombroso della valle, è ottenuto cuocendo palline di impasto in speciali ferri a tenaglia riscaldati sulla fiamma.

Il suo sapore classico ha l'inconfondibile aroma della scorza di limone grattugiata, ma il piacere moderno l'ha già adattato ai gusti del cacao e della nocciola, del miele o del cocco.

 

 

Al canestrello, un tempo il dolce casalingo protagonista delle feste comandate ed oggi elemento di spicco del paniere dei prodotti tipici valsusini, Vaie dedica una sagra che lo propone in degustazione ai visitatori del mercatino di San Pancrazio, mentre un concorso attribuisce ogni anno il Canestrello d'Oro al miglior produttore locale. Il tipico mercatino per le vie ed il centro viene ogni anno riproposto anche in versione invernale nel mese di dicembre, occasione per acquisti natalizi ed iniziative di solidarietà.

 

   

 

     

Il territorio

 

D'estate, nei folti boschi di castagno poco lontani dal centro abitato, si possono trascorrere ore piacevoli al fresco del fitto fogliame. Qui, da tempi lontani, le celebrazioni di Santa Margherita riportano ad ogni mese di luglio la “Festa nel Bosco”, occasione per la popolazione di ritrovarsi e di consumare in compagnia un pranzo all'aperto. E se si prosegue lungo i sentieri e le mulattiere, si possono scoprire le due pittoresche borgate vaiesi, Mura e Folatone, poste sul tracciato del Sentiero dei Franchi e meta di villeggiatura per molte famiglie.

E' dalle pendici di questa montagna ombrosa, dalle sue cavità più nascoste, che Vaie attinge una risorsa preziosa, l'acqua, celebrata dalla presenza in paese di dieci fontane collegate da un percorso recentemente predisposto. La sorgente del Penturetto, quella che serve anche le case dei vaiesi, è posta a 650 metri di altezza: un bacino idrografico segregato e protetto, purificato senza l'uso di cloro per conservarne intatte la leggerezza e l'eccezionale qualità.

 

Il paese ha voluto valorizzare anche un'altra delle sue caratteristiche, cioè quelle sue lontane origini preistoriche scoperte un secolo fa: il percorso archeologico-didattico, percorribile comodamente in mezz'ora di cammino, prende il via sull'Antica strada di Francia, presso la località Pradera e tocca il riparo Rumiano, così chiamato dal nome di colui che per primo si interessò alle asce e alle punte in pietra levigata che i ragazzini di Vaie trovavano sulla montagna ed usavano per i loro giochi.

Il sentiero comprende punti panoramici ed un tratto della mulattiera delle lese, usata un tempo dalle slitte che trasportavano la legna e, dopo aver oltrepassato la Fontanina, scende al museo-laboratorio collocato nell'ex municipio seicentesco.  Qui, tavole a colori splendidamente illustrate e riproduzioni di oggetti costruiti secondo le tecniche dell'archeologia sperimentale offrono uno scorcio suggestivo sulle ipotesi di vita quotidiana del villaggio preistorico di Vaie.

 

email: info@vayes.com

      

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